Basilica della Santissima Annunziata

Chiesa del primo decanato di Napoli

La basilica della Santissima Annunziata Maggiore è una chiesa basilicale di Napoli; è situata nel quartiere Pendino nei pressi di Forcella, nel centro storico della città. Il complesso è famoso per la 'Ruota degli Esposti' che accoglieva i bambini delle donne che volevano abbandonarli in anonimato.

 
 
 
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10/12/2016
Lettera Pastorale per l'anno 2016-2017

Vestire chi è nudo: i poveri … e noi!

La comunità dell’Annunziata

alla conquista delle armi della Luce.

 

Anno Pastorale 2016 - 2017

 

C’era una volta un imperatore che spendeva tutti i suoi soldi in magnifici vestiti .
Un giorno giunsero nel regno due imbroglioni che si spacciarono per tessitori professionisti.
Dissero che erano capaci di tessere una stoffa magica: solo gli intelligenti e coloro che erano degni di ricoprire la loro carica potevano vederla.
A quelle parole il re si entusiasmò subito moltissimo, e fornì ai due sarti tutto l’occorrente che avevano chiesto: tanti sacchi di filo d’oro, sete in gran quantità, e bottoni in madreperla che quei due furboni posero in due grosse borse e nascosero.
Montarono due telai e cominciarono a far finta di lavorare .
Il mattino dopo, l’imperatore inviò il suo più fidato ministro a vedere come procedevano i lavori:
-Se lui vedrà il vestito lo potrò vedere anch’io e non farò la figura dello sciocco, pensava l’imperatore molto preoccupato.
Ma il ministro non vide niente: -Forse sono stupido o non all’altezza della mia carica? Bé, fingerò!!!
E infatti cominciò a lodare i due tessitori e il loro prodotto.
Quando arrivò a palazzo raccontò all’imperatore che aveva visto la stoffa più bella del mondo.
Così rassicurato il giorno dopo si presentò di persona.
Entrò nella sala e non vide niente: -Forse sono stupido o non all’altezza della mia carica? Bé, fingerò!
E si sprecò in mielosissimi complimenti , e così anche tutto il suo seguito, tanto che gli proposero di indossare quella magnificenza il giorno dopo per la parata solenne.
I due imbroglioni fecero finta di lavorare sodo per tutta la notte e il giorno dopo si presentarono a palazzo per far indossare al re il vestito magico.
-Re , lei non sa che leggerezza questa stoffa
-Ohhh sento, sembra di indossare un vestito fatto di aria!
-Ecco, stia attenti alla giacca, la indossi bene!
E così via finché il re fu … vestito.
Nelle piazze e nelle strade tutto il popolo era curioso di vedere l’imperatore .
Ma quando scese tutti lo videro in mutande, ma nessuno ovviamente disse niente.
Finché un bambino gridò: - Guarda papà l’imperatore è nudo
E tutti riconobbero che lo era veramente!

 

(Sintesi de “Il vestito nuovo dell’Imperatore” di  Hans Christian Andersen)

 

Ciao, comunità dell’Annunziata Maggiore.

Ti sarà sembrata strana l’introduzione a questa mia “lettera pastorale”. Un po’ insolita come scelta, è vero, ma credo che abbiamo bisogno di leggerezza, e cosa più di una favola ce la può regalare? Essa ci riporta a qualche ricordo d’infanzia, è un modo per divagare (sempre meglio di quelle false storie televisive).

Quest’anno il nostro cammino si snoderà tra l’orientamento che il vescovo ha offerto alla diocesi di Napoli e una riflessione maturata personalmente nel mio cuore durante il periodo estivo.

Vestire chi è nudo: Il vescovo ci ha invitati a riflettere sulla terza opera di misericordia corporale mettendo in circolo quella carica di Amore che davvero rende il nostro mondo una favola, bello cioè da vivere con tutte le sue sfide e difficoltà.

Potrebbero essere tanti, come abbiamo letto nella favola di Andersen, coloro che applaudono al nostro passaggio facendoci credere di essere vestiti chissà con quali abiti preziosi (sono significativi i “mi piace” di cui si va a caccia in rete), invece, dalla folla ecco che si alza una voce, finalmente sincera, vera, che grida alla nudità, quella dei poveri “autentici”, si, ma anche NOSTRA.

Da una rilettura “cristiana” della storia, quella voce la identifico con una presenza che è così discreta da non essere a volte percepita, la PAROLA di DIO. Essa dice la nostra nudità, e non solo quella di chi non ha abiti nel senso consueto della parola. Quando fummo battezzati, il sacerdote (che sempre dovremmo ricordare nella nostra preghiera) accompagnò il segno della camicia bianca con le parole “Sei diventato nuova creatura e ti sei rivestito di Cristo …. “. Ecco cosa ci dice la Parola, quale via vuole indicarci: rivestirci di Gesù, con l’imitazione del suo esempio.

 

Ma qui il cammino che ti invito a fare si personalizza. Ti invito ad andare alla ricerca delle Armi della luce: cingersi i fianchi con la VERITA’, rivestirsi con la corazza della GIUSTIZIA, avere come calzatura lo ZELO, tenere in mano lo scudo della FEDE, prendere l’elmo della SALVEZZA, e impugnare la spada dello SPIRITO

Questo è quanto l’apostolo Paolo ha suggerito alla comunità di Efeso in riferimento alla lotta contro il male.

 

Tutti cerchiamo di vivere più o meno serenamente ma non possiamo negare che ogni giorno dobbiamo affrontare delle battaglie. Non ne sminuiamo nessuna. Anche i piccoli vivono le loro, come ogni fascia di età. “Staje senza penziero” è solo una frase ironica.

E allora, cara comunità, andiamo alla ricerca di queste ARMI della LUCE. Si, sono armi perché si parla di battaglia contro il male, e diversamente, senza evocare altre situazioni, non si può parlare.

Mensilmente ti proporrò un momento di catechesi che ci aiuti a vivere tutto questo. Sforzati di fare attenzione a queste opportunità che poi ovviamente cercheremo di tradurre nella vita. E’ il VANGELO che non soltanto grida la nostra nudità, ma anche ci “riveste” di sé. Ricorda: Ti sei rivestita di Cristo!!!!!

 

Alcuni eventi renderanno particolarmente significativo il nostro cammino.

1. Il 28 novembre celebrerò il mio 20° anniversario sacerdotale. Ebbene si, 20 anni, di cui 19 e 10 mesi trascorsi con te. Una data per questo doppiamente importante per me, perché dice tenacia, passione, e sicuramente anche qualche inadempienza da parte di entrambi.

Sento con te il bisogno di dire il mio grazie a Dio, soprattutto per quanto ancora ci permetterà di condividere. Non sono certo importanti gli anni nel senso del tempo che scorre, ma l’intensità con cui li si vive, e credo che davvero non abbiamo “perso tempo”.

 2. Quest’anno ricorre il 150° anniversario di fondazione dell’istituto delle Figlie di S. Anna. Abbiamo un debito di riconoscenza verso questa congregazione religiosa. Ad essa appartengono le suore della scuola “Card. Corrado Ursi”. Quanto bene hanno fatto in questi decenni di presenza sul territorio, non solo in merito all’istruzione, ma anche alla formazione religiosa, al sostegno spesso anche pratico delle famiglie degli alunni, diverse in situazioni di indigenza, oggi come allora.

Questo loro Anno Giubilare, cominciato in concomitanza con lo straordinario Giubileo della Misericordia lo scorso 8 dicembre, si concluderà la prossima solennità dell’Immacolata Concezione proprio nella nostra parrocchia, con una celebrazione presieduta dal Card. Crescenzio Sepe.

“L’Anno Giubilare affonda le sue radici nel SI che la Beata Madre Rosa Gattorno pronunciò ai piedi di Papa Pio IX il 3 gennaio1866. «Santità, voglio fare la volontà di Dio»”. Con queste parole sr. Rita Caiaffa, Madre Generale della Congregazione introduce la lettera con cui ha indetto questo anno di grazia.

Noi comunità davvero non dovremmo mancare per manifestare la gratitudine per quanto sr. Cecilia, sr. Martina, sr. Margherita, sr. Antonietta e le sorelle tutte hanno fatto, fanno e ancora faranno nel nostro quartiere.

 

3. 1992 – 2017: 25 anni di presenza della Comunità Gesù Risorto nella nostra parrocchia.

“La comunità Gesù Risorto si dedica con preferenza alla Parrocchia dove accoglie persone di tutte le età e provenienze che sono alla ricerca di Dio, desiderose di convertirsi e di rinnovarsi nello Spirito Santo”. (dallo Statuto Internazionale 7.3)    

Quanto richiesto è stato certamente vissuto con tutte le difficoltà del “fare comunità” soprattutto oggi, che la dispersione è davvero tanta, anche nell’esperienza religiosa.

Pur continuando a vivere mensilmente l’adorazione del sabato animata dalla comunità carismatica, d’accordo con i responsabili ho pensato, anche come segno di questo “anno straordinario”, di proporre, sempre mensilmente, questo momento di preghiera di mercoledì, nella Cappella del Tesoro. 

La catechesi, la preghiera, il seminario di formazione per ricevere l’effusione dello Spirito, e le comunità di crescita prepareranno il cammino alla celebrazione di questo importante anniversario che avremo in basilica la sera di domenica 12 marzo 2017.  

 

O Maria, Regina Annunziata, Madre di Dio e madre nostra, tienici stretti tra le tue braccia.

… insieme desideriamo vivere il Vangelo del Tuo Figlio Gesù, per abitare il suo Regno di luce infinita,e contemplarti, un giorno, con gli Angeli e i Santi nella gloria della Trinità.

Le parole della Supplica alla Madonna Annunziata ci aiutino a guardare a Lei con fiducia, a Lei che per prima si è lasciata rivestire della grazia divina per trasmetterla con la sua tenerezza di Madre. 

                                                                                                                                       Ciao   

                                                                                                                                     Padre G

 
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