Chiesa napoli, basilica annunziata maggiore, primo decanato napoli

Chiese napoli, basiliche napoli, annunziata maggiore

chiesa annunziata maggiore, basilica annunziata napoli, ruota degli esposti

ruota esposti Napoli, basilica vanvitelli napoli, vanvitelli annunziata maggiore

 
 
 
  La Parrocchia
  Annunci
 In parrocchia abbiamo delle coperte a disposizione. Casomai sapeste di situazioni di povertà in cui queste possono ritornare utili, soprattutto considerando il freddo di questa stagione, vi prego di segnalarmele. Il parroco
© 2007-2009 Basilica dell'Annunziata Maggiore
tutti i diritti riservati
realizzato da LiveNet S.r.l.
Home Page
  Ultime notizie
Agenda di Maggio 2013
Lettera alla mia comunità per l'anno pastorale 2012-2013
“INSIEME… PER VOLARE ALTO” La terza edizione del concorso parrocchiale
Giochi senza barriere 2012
Primo Concorso Parrocchiale 2012 per i ragazzi del Gruppo Do Re Mi 2
Primo Concorso Parrocchiale 2012 per i ragazzi del Gruppo GVS 1
Terzo Concorso Parrocchiale 2012 - Bambini dagli 8 agli 11 anni
Concorsi parrocchiali 2012
Cura e Territorio - Sportello di supporto integrato alla persona
Lettera di ringraziamento di don Franco Esposito
  In evidenza
Agenda di Maggio 2013
“INSIEME… PER VOLARE ALTO” La terza edizione del concorso parrocchiale
Primo Concorso Parrocchiale 2012 per i ragazzi del Gruppo Do Re Mi 2
Primo Concorso Parrocchiale 2012 per i ragazzi del Gruppo GVS 1
Terzo Concorso Parrocchiale 2012 - Bambini dagli 8 agli 11 anni
Settimana della Solidarietà
Lettera aperta del parroco per i Battesimi 2012
Prossimamente…
Le foto del Campo Scuola - Alfedena 26-29 giugno 2011
Relazione per l'incontro con il Card. Crescenzio Sepe - 30 maggio 2011

18/05/2013
Lettera alla mia comunità per l'anno pastorale 2012-2013

 

Lettera alla mia comunità per l’Anno Pastorale 2012-2013

 

Insieme, ciascuno con il proprio talento,

andiamo verso il pozzo per il “grande incontro”.

                                                                        

            Carissimi, questo mio scritto non ha la pretesa di essere una “lettera pastorale” nel senso tradizionale, ma piuttosto una serie di pensieri, di quelli che si scrivono quasi all’impronta, quando si ha l’esigenza di comunicare subito qualcosa a persone speciali, e queste siete voi, mia comunità.

            Vi invito a leggere il brano del vangelo di Giovanni (cap. 4) che ha ispirato alcune riflessioni, e il segno che ci accompagnerà per tutto l’anno.

 

 In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio:  qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno.  Giunge una donna samaritana  ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi  da bere».  I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi.  Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani.  Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono  di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua  viva».  Gli dice la donna:
«Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove  prendi dunque quest’acqua viva?  Sei tu forse più grande  del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». 
Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete;  ma chi berrà dell’acqua  che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà  in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna».  «Signore  – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua ».  Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui».  Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù : «Hai detto bene: “Io non ho marito”.  Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero».  Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta!  I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo  in cui bisogna adorare».  Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre.  Voi adorate ciò che non  conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza  viene dai Giudei.  Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità : così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità».  Gli rispose la donna: «So che deve  venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa».  Le dice Gesù: «Sono  io, che parlo con te».   In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?».  La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente:  «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?».  Uscirono dalla città e andavano da lui.

            Dall’11 ottobre 2012 al 24 novembre 2013 siamo invitati dal Papa a celebrare l’Anno della Fede, con l’intento di comprendere più profondamente che il fondamento della fede cristiana è «l’incontro con un avvenimento, con una Persona che dà alla vita un orizzonte e con ciò la direzione decisiva».

            Benedetto XVI, nella lettera con la quale ci invita a fare questa esperienza, così commenta l’incontro di Gesù con la samaritana: “Anche l’uomo di oggi può sentire di nuovo il bisogno di recarsi come la samaritana al pozzo per ascoltare Gesù, che invita a credere in Lui e ad attingere alla sua sorgente, zampillante di acqua viva”.

            Come parrocchia vogliamo porci in sintonia con il cammino della chiesa universale non vedendo assolutamente “scontata” la riflessione sulla fede. Spesso la celebrazione di alcuni sacramenti (battesimo, confermazione, prima comunione, e matrimonio), unico momento di incontro con la parrocchia,  è chiesta non tanto per crescere nell’amicizia con Gesù, ma solo per un motivo tradizionale, cioè «lo abbiamo sempre fatto».

            Ma quanto si impegna ad incontrare Cristo giorno per giorno, la famiglia, nella cui casa è entrata la grazia di Dio attraverso il sacramento? Quanto è disponibile questa famiglia a lasciarsi educare alla verità da Lui, come sperimentò la samaritana?

            L’incontro con Gesù cambia la nostra vita e se il sacramento è solo un fatto di tradizione  viene meno l’impegno a comunicare questo messaggio d’amore. E così i genitori non sono capaci di dire ai figli, come avevano promesso, dell’incontro con un Dio che ci conosce più di chiunque altro e ci ama nonostante tutti i nostri limiti.

            Questo nuovo anno pastorale potrebbe essere l’occasione preziosa per capire dove ci può portare la fede, a quali certezze, a quali scelte importanti legate a tutti quegli ambiti che proprio dal rimanere in Lui vengono “illuminati”, ricevendo un vigore nuovo.  Ecco allora:

·        la possibilità di una economia diversa, fondata su un saper spendere non legato ai 3x2, o simili, ma scegliendo ciò che è essenziale per il fabbisogno personale, e della famiglia, non dimenticando mai l’evangelica attenzione ai poveri;

·        la capacità di una scelta politica non legata ai profitti personali, alla ricerca di un ideale vero di “bene comune”, che si fonda certo anche sulla chiarezza e fedeltà ai progetti politici da parte di chi li propone;

·        l’onestà di non ritenere il quartiere in stato di confusione perché popolato anche da persone di altri continenti, o perché chi ci governa non fa niente, quando sono io che non riesco ad avere una gestione corretta, ad esempio dei miei rifiuti, o scado in linguaggi ed atteggiamenti “chiaramente volgari”.

            L’esperienza di fede non si può più risolvere nella certezza che “Lui c’è”, ma su quanto questa consapevolezza incide sulla mia vita. Ecco che allora il segno di croce (fatto bene), e la corona del rosario (meglio se non portata al collo per moda), continuano ad avere la loro importanza. Ma, attenzione, alla samaritana Gesù non chiese di portargli l’ultimo libretto di preghiere acquistato a S. Giovanni Rotondo, le disse “va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui”. Cosa sarebbe successo se quella donna fosse tornata da Gesù davvero con l’amante che in realtà aveva?  E’ invitata ad andare oltre … per diventare una “persona nuova”.

            La parrocchia serve a questo, senza ridurla a quelle agenzie dei grandi eventi che mettono insieme ristorante, viaggi, animazione, addobbi di palazzi e … chiesa. Da qui la scelta del pozzo come luogo di incontro, che simbolicamente troverete in parrocchia, a ricordarci che OGGI il Signore vuole incontrare anche me, soprattutto me, che non devo peccare di presunzione come il fariseo al Tempio.

            Il luogo da cui attingere simbolicamente acqua nel quartiere è, per alcuni, il bingo, per molti la ricevitoria del lotto. E’ vero che poi sempre si torna in parrocchia, ma con quale spessore umano e spirituale?

            Il nostro cammino comunitario potrebbe trovare la sua forza in questa espressione, che ha guidato i ragazzi della parrocchia durante il campo-scuola di quest’anno “Tutti x tutti”.

             Qualcuno lo ha già scoperto: la vita ci vuole presenti, perciò … se è vero che ognuno ha una nota diversa dagli altri ciascuno prenda il proprio talento per essere coro x tutti!”.

            Celebrare l’Anno della Fede significa partire da ciò che già siamo, credenti, figli di Dio. Nel battesimo è stato iscritto questo patrimonio. Forse noi abbiamo la responsabilità di non averlo fatto fruttificare, bene, …cominciamo ora . Ciascuno metta il proprio talento a disposizione in uno spirito di grande comunione.

            Di acqua da attingere dal “pozzo” parrocchiale ce n’è per tutti, e la strada, quella la conosciamo. In realtà ce ne sono tante, basta farle proprie. Cominciamo a non accontentarci della sola messa domenicale: è la celebrazione della fede per eccellenza, il momento più forte della nostra vita spirituale, per questo dovremmo approdare ad essa con coscienza e maturità, vivendola poi consapevolmente, attivamente e fruttuosamente, per essere autentici testimoni del Signore. Questo significa che c’è un “prima” e un “dopo” la messa che spesso trascuriamo.

            E allora: ecco il convegno annuale dell’U.P. Decumano Inferiore dal titolo “Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?”. Siamo giunti alla 5ª edizione di questa esperienza, e mi rammarica il pensiero che qualcuno non sappia ancora cosa sia l’Unità Pastorale, quale importanza possa avere per noi, cosa abbiamo fatto in questi anni grazie a questa sinergia con le parrocchie di S. Giorgio Maggiore e S. Maria Egiziaca.

Un giovedì al mese avremo, a rotazione nelle tre parrocchie, la celebrazione della messa: sarebbe un vero dono del Signore trovarci in tanti a pregare insieme!

            Altra sinergia importante per il nostro quartiere è quella che viviamo con la Rettoria di S. Pietro ad Aram. L’apporto spirituale che essa offre in modo particolare con il ministero della confessione risponde già da tempo a quell’attenzione che il Papa ci invita ad avere per vivere quest’Anno come speciale «tempo di grazia». S. Francesco ancora oggi è un “grande” testimone della fede; attingere dalla spiritualità francescana la gioia nel credere e l’entusiasmo nel comunicare la fede è una ricchezza che dobbiamo continuare a fare nostra come completamento delle proposte parrocchiali.

            L’anno della Fede viene celebrato in occasione di due ricorrenze particolari: il cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, voluto dal beato Giovanni XXIII (11 ottobre 1962), e il ventesimo anniversario della promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, offerto alla Chiesa dal beato Giovanni Paolo II (11 ottobre 1992).

            La conoscenza di quelli che non sono solo “strumenti di lavoro”, ma veri e propri soffi dello Spirito Santo, saranno oggetto di approfondimento di tutti gli operatori pastorali del “Decumano Inferiore”, in modo particolare di quanti sono impegnati nella educazione alla fede fin dall’età evolutiva: catechisti ed animatori.

            Ponendo l’attenzione sulla natura sociale dell’uomo, proprio il Concilio Vaticano II mette in risalto l’azione dell’apostolato associato come “segno della comunione e dell’unità della Chiesa in Cristo”: in quella che è la foto virtuale di inizio d’anno non può mancare la Comunità Gesù Risorto, chiamata, come tutti, a crescere per esprimere al meglio le sue potenzialità.

            La lettura attenta del foglio mensile potrebbe aiutarci a non perdere una puntata di quest’OPERA che è la nostra comunità cristiana e la vita spirituale dei singoli che la compongono.

            Ad aprirci la strada per raggiungere il pozzo, segno di un incontro che cambia la vita, è Maria, colei che è stata “credente” discepola del Maestro e suo Vangelo, vissuto prima che scritto, come ama definirla p. Danilo Maria Sartor, le cui preghiere ci accompagneranno per tutto l’anno.

            Il cantico del Magnificat, «sgorgato dal profondo della fede di Maria», può essere definito «l’inno della fede»: tanto che Paul Claudel, poeta francese, udendo l’esecuzione dello stesso da parte degli studenti del seminario di San Nicolas du Chardonnet, disse successivamente: «In un istante il mio cuore fu toccato e credetti. Credetti con tale forza di adesione, con tale esaltazione di tutto il mio essere, con tale potente convinzione, con tale sicurezza da non lasciare spazio a dubbio alcuno».

            Questo cantico accrescerà quotidianamente la nostra fede quando lo eseguiremo come momento di ringraziamento ogni giorno a sera nella messa feriale.

            Concludendo, non può mancare, come è mio stile, la citazione di una canzone, questa volta di Renato Zero: “Grazie di essere te stesso, ben tornato amico mio. Senza offrirci al compromesso siamo salvi tu ed io… Questa FEDE ci accompagna, siamo vivi grazie a lei…”.  

            E allora, davvero bentornati  a tutti e, come sempre, vi voglio immensamente bene.    

 

Vostro Padre G

 

 

 
leggi gli altri articoli
Iscriviti alla newsletter dell' Annunziata Maggiore per essere sempre informato sulle ultime novità.
A cura dell'associazione
Amici dei Musei di Napoli
 

home page | orario delle funzioni | attività parrocchiali | bacheca parrocchiale | consiglio pastorale
fotogallery | newsletter | contatti | area riservata