La Parrocchia
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Con i colori del mio battesimo una speranza di pace

 
 

Un concorso nella Basilica dell’Annunziata Maggiore

per celebrare l’Anno Sacerdotale

Con i colori del mio battesimo una speranza di pace

 

L’anno sacerdotale ha offerto a tutti i credenti la possibilità di riflettere sia sulla ricchezza del sacerdozio ministeriale che sulla “necessità e l’urgenza” di riscoprire la fecondità del sacerdozio comune.

“Con i colori del mio battesimo una speranza di pace” è il tema scelto per quest’anno dalla comunità parrocchiale SS. Annunziata Maggiore. Continuano a non mancare opportunità, soprattutto dall’ascolto della Parola di Dio, per riflettere sull’acronimo CRISTO (carità, rispetto, impegno, solidarietà, tenerezza, onestà), valori che trovano forza e possibilità di esistenza proprio da questo essere “radicati” a Lui, “come il tralcio alla vite”, ci ricorderebbe l’evangelista Giovanni.

Per tutti, ma in modo particolare per i bambini, questo itinerario di fede si è materializzato in un segno che aiuta a sentirsi parte importante di una comunità cristiana che, senza la presenza attiva di ciascuno, non sarebbe la stessa: una scenografia composta dalla riproduzione della facciata della chiesa dell’Annunziata appoggiata su di un prato.

A secondo dei tempi liturgici la scena base è stata ampliata con altri componenti, ispirati al vangelo della domenica: nel tempo di Avvento, quattro alberi (della sentinella, del messaggero, di Maria, e dell’amico); il giorno di Natale, un sole con la scritta “Gesù” che sovrasta la chiesa; il mercoledì delle ceneri, una nuvola, a simboleggiare quei peccati che offuscano il sole che è Cristo; nel tempo di quaresima, due lampioni le cui luci ci aiutano a contrastare il buio sempre in agguato (fiducia, presenza di Dio, conversione, perdono, gratitudine, pace); il giorno di Pasqua un campanile completerà ciò che è diventato quasi un progetto per la comunità parrocchiale, a ricordarci che dobbiamo essere noi gli annunciatori di questa “speranza che non muore”.

Durante le prime comunioni, i bambini apporranno il loro nome sul campanile, come segno di una partecipazione sempre più piena alla vita della chiesa.

Proprio per loro è stato ideato il concorso “Raccontami una bella storia” (il regolamento QUI). Divisi in due fasce di età, i bambini possono scrivere storie la cui particolarità deve essere quella di contenere gli elementi incontrati durante l’anno pastorale (chiesa, prato, alberi, sole, nuvola, lampioni, campanile).

Questa attività vuole anzitutto aiutare a fare sintesi del cammino svolto, e poi, stimolare la fantasia spesso mortificata da una tecnologia che massifica, facendoci perdere quell’unicità invece importante.

Due commissioni, composte da tipologie diverse di persone, giudicheranno le storie. L’autore della storia vincitrice per la prima fascia di età (8-10 anni) sarà premiato con un buono di € 30.00 spendibile in un negozio di giocattoli autorizzato, invece l’autore della storia vincitrice per la seconda fascia di età (11-12 anni) riceverà sempre un buono di € 30.00 spendibile in un negozio di musica e giochi per la play station.

Tale scelta, nella comprensione assoluta della crisi del momento, vuole educare in qualche modo a carpire la differenza tra il legale e il contraffatto, in un quartiere in cui il secondo prevale fortemente sul primo, non tanto per possibilità economiche quanto per eredità acquisite.

 

Padre G

 

 


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